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Se fai quello che hai sempre fatto, otterrai quello che hai sempre ottenuto! Per ottenere qualcosa di diverso devi fare qualcosa di nuovo!

Boxe Coaching: “Ragazzi ci siamo! Le Emozioni prima del debutto!

Oggi racconto una storia; una storia di sport, di sport femminile, di Sport Coaching. Ma non la racconto io. Con questo post voglio rendere omaggio ad una persona a cui tengo tantissimo, una ragazza che ho seguito fin dagli inizi, fino alla vittoria del titolo italiano e il bronzo agli europei! Non aggiungo commenti sull’argomento Coaching, sono sicuro che gli “esperti” coglieranno molti spunti. Queste sono le sue riflessioni prima del primo incontro della sua vita. Ti consiglio di leggerlo con calma, perché scalda il cuore.

Domani salirò sul ring per la prima volta.

In un’occasione come questa pensavo che avrei avuto fiumi e fiumi di cose da dire…invece non è così facile; probabilmente lo sarebbe se non fosse che ancora non mi rendo conto che domani salirò per la prima volta sul ring al di fuori degli allenamenti. Mi sembra quasi impossibile che quel momento che ho sognato e provato ad immaginare mille volte negli ultimi due anni sia arrivato davvero. Combattere è sempre stato il desiderio che mi ha accompagnato in ogni allenamento anche quando ero ancora troppo inesperta per rendermene conto. 

Ognuno ha delle motivazioni che lo spingono a perseverare con costanza e determinazione in ciò in cui crede…motivazioni che a volte solo lui comprende. La mia motivazione è meritarmi il ring e continuare a dimostrarlo.

Provo una strana sensazione, come di pace e calma apparenti…come se fossi in uno stato d’allerta ovattato, che tiene viva l’attenzione e al tempo stesso mi estrania dalla realtà. E ogni volta che la mente ha un guizzo di lucidità, sento come una scossa che mi manda il cuore in gola e affanna il respiro; quello che provo non è paura, ma entusiasmo, l’entusiasmo che riempie il cuore e scarica l’adrenalina nel momento in cui realizzi che un sogno si sta avverando. 

E così l’attesa diventa insopportabile e vorrei già essere a domani.

Intanto accendo lo stereo, faccio ogni volta ricominciare la “mia canzone”: The final countdown e nel frattempo provo e riprovo davanti allo specchio i miei pantaloncini bianchi bordati di nero, la mia canotta rossa, gli stivaletti e le fasce blu ormai mezze strappate…posso solo dirvi che questi vestiti emanano magia. Così senza rendermene conto vedo davanti a me il ring sotto le luci bianche e la gente attorno, sento il vociare dei presenti e riconosco gli amici che mi chiamano…riprovo quel brivido e percepisco i nervi e i muscoli che scattano…ma io sono ancora ferma davanti allo specchio.

Poi la mente va a tutte le persone che mi sono vicine; penso che i pantaloncini mi sono stati regalati dal mio coach e accorciati dalla mia amica sarta; che la canotta troppo grande è stata stretta dalla mamma e dalla vicina di casa; che la canzone che ascolto è sul cd che mi ha regalato un compagno di palestra; così via…fino a che sento tutta questa partecipazione e tanto calore attorno e mi commuovo.

sport coachingAllora penso che devo dare il massimo e non solo per me; che davvero non sarò sola.

E’ la prima volta che mi sento così protagonista, ma in questo pensiero vi asicuro non v’è nemmeno una goccia di egocentrismo, anzi l’idea mi carica di quel senso di responsabilità che generalmente mi spinge a fare bene le cose.

Tante volte mi sono chiesta che emozione si provasse nell’imminenza di un incontro…ho cercato di immaginare e mettermi nei panni di chi saliva sul ring, provando un forte coinvolgimento; per me carpire quelle sensazioni era come afferrare il mistero di un tesoro impalpabile e ora che anch’io sono chiamata a salire sul ring, mi sembra di non riuscire ancora ad afferrare quel tesoro. Ma forse capirò e sentirò di cosa si tratta solo quando toccherà davvero a me.

Il mio maestro dice che noi pugili andremmo premiati tutti solo per il coraggio che dimostriamo salendo sul ring; sono parole che mi rendono fiera del mio sport e mi auguro tanto che questo coraggio non mi abbandoni.

Non ho paura, non sono tesa e quasi mi preoccupo di essere tutto sommato tranquilla. Meglio così certo! C’è da vedere come mi sentirò domani.

Capisco ora quanto sia vero che la boxe formi il corpo ma anche la mente. Corpo e mente si allenano e migliorano insieme e per il match sia uno che l’altra devono essere pronti; anche se non sempre è così…perchè troppe varianti entrano in gioco al momento del confronto.

Però il pensiero che mi fa restare calma è che sono consapevole di tutto il lavoro svolto, di come questo lavoro sia stato svolto e sono consapevole della competenza di chi mi segue…perciò so che rimanendo concentrata e rilassata ho i mezzi per farcela e non certo perchè me lo dico da sola! Ho sempre lasciato agli altri l’onore o l’onere del giudicare, quando ne sanno più di me. Se per il maestro sono pronta allora sono pronta. E anch’io mi sento pronta. Giusto o sbagliato questo mi aiuta a mantenere il controllo, per ora.

Un mesetto fa ero decisamente più preoccupata! Ero ossessionata dalla paura di non fare abbastanza; senza contare che l’arrivo della primavera mi ha debilitato tanto; ero sull’orlo della disperazione, ma poi si sa un po’ di razionalità risolve tante cose, se non tutte.

boxe coachingRiflettendo sulle mie sensaioni, spesso mi sono chiesta nell’ultima settimana come potrebbe sentirsi la mia avversaria; sarà tranquilla o preoccupata? Si sarà allenata più lei o mi sarò allenata più io? Sarà più preparata lei o sarò più preparata io? Domande che in fondo a me non cambiano nulla perchè non hanno risposta e anche se l’avessero non cambierebbero nulla comunque, perchè devo pensare a me. Ma non immaginate quanto darei per una sbirciatina in una sfera di cristallo…non per vedere il futuro – non voglio mica rovinarmi l’attesa del finale! – ma per vedere come l’altra ragazza vive questo momento. Perché a volte in un confronto, potendo provare solo le proprie sensazioni e non quelle dell’altro, ci sembra che l’avversario sia una sorta di robot perfetto, impassibile, sicuro nel suo autocontrollo mentre noi vittime di una confusione totale. Invece per evitare che questo capiti devo pensare, come mi suggeriscono, che l’avversaria è come me: anche per lei è il primo incontro e anche lei avrà dentro un turbinio di emozioni.

Ed è bello così, le emozioni sono il motore della vita.

Tutto sta a gestirle e incanalarle nella giusta direzione, per tramutarle da nemiche ad assi nella manica. Certo non è facile; ci vogliono esperienza e maturità per riuscirci al meglio…ma chissà, la fortuna del principiante magari. Sappiti controllare e avrai più della metà del match in tasca! E se si controlla anche l’altra come la mettiamo?!?

Beh…credo sia piuttosto palese la situazione agrodolce in cui mi trovo; una tranquillità che ha però bisogno di una vena d’ironia per scongiurare i cattivi pensieri, un equilibrio mobile direi, che sembra saldo invece deve fare i conti con elementi che si contrastano. Ecco, mi sento un po’ come una maionese nel frullatore! Gli ingredienti al momento si stanno ben comportando, ma domani impazzirò?

E più mi ci addentro in questo paragone e più l’atmosfera si fa surreale e più capisco che domani, sabato 12 maggio 2007, sarà un gran giorno, nel bene o nel male. E vorrei tanto farlo diventare il mio giorno.

Esattamente un anno fa, il 12 maggio 2006, ho assistito per la prima volta dal vivo ad un incontro di boxe. Stefania stava difendendo a Rezzato il suo titolo mondiale. Quella sera combattere era ancora un miraggio. Non pensavo che un anno dopo sarebbe toccato a me…”

Simona Lucarno

Presto pubblicherò le sensazioni che ha provato dopo l’incontro…stay tuned!

  1. 20 cent piece02-18-2012

    Good work. Waitin’ for more… :)

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