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Se fai quello che hai sempre fatto, otterrai quello che hai sempre ottenuto! Per ottenere qualcosa di diverso devi fare qualcosa di nuovo!

I pugni che fanno bene all’anima

Ci siamo! Da buon Mental Coach non posso lasciare le cose a metà! Ci eravamo lasciati con le emozioni prima del debutto di una ragazza che poi è diventata una campionessa, con la curiosità di sapere cosa si prova su un ring di pugilato, dove  si fondono passione, sudore e dolore. Penso che sia uno dei più bei “ritratti” della boxe. Uno spaccato delle emozioni che si possono provare su un ring. Qualche Mental Coach esperto potrà intravedere il famoso stato di Flow (stato di grazia), quello che ti permette le Peak Performance (prestazioni eccezionali). Ma lasciamo spazio alle emozioni.

Buona lettura…

E ora il ring non lo lascio.

E’ qualcosa di assolutamente indecifrabile la sensazione della vittoria. Quasi se non fosse per la coppa che ho davanti nemmeno ci crederei.

E’ un fuoco talmente ardente che ti lascia incapace di capacitartene; e se un attimo prima ti sentivi la forza di un drago, diventi improvvisamente fragile. Quel cuore e quella mente, che si sono dati man forte e ti hanno resa viva e determinata, ora cedono e si sciolgono al loro stesso calore.

E quella ragazza a cui l’arbitro sta alzando il braccio sinistro in segno di vittoria non sei più tu, perché invece di vivere quella scena in prima persona ti vedi da fuori, spettatrice di te stessa.

Come un aquilone cessato il forte vento si rilassa, così tu ti abbandoni al momento. Tutto ti cede dentro, le gambe tremano, gli occhi brillano. Così che diventa difficile strapparsi al ring, che tanto ti ha stregata.

Nemmeno riavvolgendo mille volte il nastro della registrazione riesco a impressionare nella ragione qualcosa da poter dire. Se dovessi parlarvi adesso di quel tesoro impalpabile di emozioni che tanto andavo cercando, vi direi che l’ho trovato, ma che mi è impossibile descriverne lo splendore. Come se certe emozioni non volessero farsi raccontare.

Degli attimi prima del match ricordo la sensazione di un tempo che scivola via, di un’imminenza sempre più prepotente del mio turno e di una concentrazione sempre più difficile da mantenere. L’aria elettrica e frenetica, l’attesa che ti sfida, le mani fredde e lo sguardo fisso. Prima di salire sul ring avevo già fatto i conti con me stessa e mai come prima desideravo il confronto. Non volevo che quell’equilibrio che mi ero creata svanisse…volevo sfruttare il momento. 

mental coach boxeRespiri profondi, a pieni polmoni. Poi l’annuncio. Scavalcare le corde assume il significato più diretto di sfida. E da questo momento è di sfida che si tratta.

Provo davanti al corpo il magnetismo della competizione, sotto i piedi un’energia amica. Mi sento a mio agio e questo mi infonde la segreta consapevolezza di partire al meglio. Anche se tutto il resto è ancora un’incognita.

Tra pochi istanti, nei prossimi minuti le mie domande troveranno una risposta…”Boxe!

Se non fosse per la registrazione, del match ricorderei molto poco.

A parer mio, la mente sul ring inizia a funzionare in modo diverso dal normale. Non procede per ragionamenti, ma lavora con input che dalla testa si scaricano come scosse lungo tutto il corpo. E questo per me rende difficile dopo ricostruire le cose. Quasi come quel linguaggio in codice con cui il corpo si gestisce durante l’incontro, diventi all’improvviso incomprensibile una volta finito tutto.

Restano però le sensazioni, quelle che mi hanno fatto capire che non posso proprio fare a meno del ring. Sentire che stai conquistando quello spazio, che stai conquistando l’avversaria. Sentire attorno il tuo nome e le voci che crescono quando aumenti il ritmo…il maestro all’angolo che ti segue e ti sprona e un flusso che mi attraversa di continuo e mi intreccia all’avversaria unendomi a lei pur nel confronto.

Sarà sicuramente per il positivo andare delle cose che il tempo scorre rapido e le tre riprese passano svelte, lasciando inappagata la voglia di stare sul quadrato..

Non ricordo le parole del maestro al suono dell’ultima campanella…la freddezza era già sparita e lo stomaco si chiudeva sempre di più, spingendo in gola e facendomi girare la testa nel momento del verdetto. Tanto che non so come ho fatto a stare in piedi.

Abbracciare l’altra ragazza subito dopo è stato liberatorio,

mi ha fatto sentire troppo bene e già non eravamo più avversarie. Mi sono sentita grata a lei per quest’esperienza e ancor più bello è stato poi scoprire che anche per lei valeva la stessa cosa, quando abbiamo avuto la possibilità di parlare a fine serata.

La premiazione da parte dell’Assessore allo sport mi ha fatto definitivamente capitolare e a quel punto le famigerate lacrime sono arrivate, un po’ stemperate dalla gettonatissima domanda che mi è stata fatta da molti e anche dall’Assessore sul ring “Ma non sei parente col maestro Livio?” (abbiamo lo stesso cognome)…ma appena scesa dal quadrato, la commozione rinvigoriva ad ogni amico che veniva ad abbracciarmi.

Splendido poi ricevere i complimenti dalla gente, non per manie di protagonismo – anche se naturalmente rende fieri – ma perché mi ha fatto un immenso piacere aver regalato insieme a Jessica un bell’incontro.”

Il resto è storia…

Coaching simo

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  1. Giuse02-07-2012

    C’è poco da dire… no non è vero, ce ne sarebbe tanto, ma ancora adesso ho gli occhi gonfi e sento l’emozione!

    Bellissimo Bellissimo!

    I “dietro le quinte” mi sono sempre piaciuti… forse ancora di più delle “Storie Vere”, perchè queste sono ancora più vere!

    Grazie Luca di averla condivisa e complimenti per i grandissimi risultati!!!!

  2. Luca02-07-2012

    I ringraziamenti vanno a Simona!!! Io solo umile portavoce

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